Team4x4 - Fitness, benessere e nutrizione

Giornata mondiale della celiachia

Condividi

Da un po’ di tempo ormai c’è la “lotta al glutine” e siamo mediaticamente inondati di prodotti “gluten free”, ne avrai sicuramente sentito parlare, sono quei alimenti adatti a persone sensibili al glutine. In questo articolo andiamo a spiegarti la  patologia denominata celiachia.

COS’E’LA CELIACHIA?

La celiachia è una patologia cronica autoimmune che provoca una reazione immunitaria dell’organismo all’assunzione di glutine. Il Glutine è una molecola proteica che si trova all’interno di molto cereali: frumento, segale, kamut, farro, orzo e avena.

A lungo andare questa reazione produce un’infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue e impedisce l’assorbimento di alcuni nutrienti (malassorbimento).

La celiachia è una patologia multifattoriale: la sua comparsa quindi è caratterizzata da un fattore ambientale (l’assunzione del glutine) e un fattore genetico. Oltre alla predisposizione genetica giocano un ruolo per la sua comparsa anche altri fattori quali per esempio un’infezione intestinale da rotavirus nel corso dell’infanzia, o fattori fisiologici come le infezioni gastroenteriche o la gravidanza. La celiachia si associa spesso ad altre malattie autoimmuni (diabete mellito di tipo 1, artrite reumatoide, tiroidite)

Sintomi Classici: diarrea, gonfiore addominale e meteorismo, crampi all’addome e perdita di peso. 

Possono presentarsi sintomi non gastrointestinali, ma legati al malassorbimento: 

  • anemia, solitamente derivante da carenza di ferro
  • perdita di densità ossea (osteoporosi)
  • debolezza muscolare
  • alopecia
  • formicolio a mani e piedi
  • Convulsioni
  • afte orali
  • infertilità, poliabortività
  • cefalea

COME SI PUO’ DIAGNOSTICARE LA CELIACHIA?

Se pensi di avere una particolare sensibilità al glutine l’unico modo per verificare la celichia è sottoporsi ad esami del sangue specifici e in seguito a Positività, a gastroscopia con biopsia a livello del duodeno, quindi si può fare solo a livello ospedaliero!!!!

Esistono dei metodi di indagine preventiva per analizzare eventuali predisposizioni genetiche a sviluppare più facilmente una Gluten Sensitivity (vedi sotto la differenza con la celiachia schietta): con il test del DNA vengono analizzati quei geni responsabili della sensibilità al glutine, se risulti fortemente predisposto non è dato per scontato che tu possa avere già dei sintomi (solitamente gastrointestinali) ma è buona indicazione per prevenire eventuali problemi di dissenteria, pesantezza e gonfiore.

COSA PREVEDE LA DIETA PER CHI E’ AFFETTO DA CELIACHIA

In caso di diagnosi conclamata di celiachia, l’unica “terapia” è una dieta rigorosamente priva di glutine. 

Ecco quindi un elenco di quello che è vietato in dieta: pane, pasta, dolci e derivati del pane fatti con cereali e farine a base di avena, frumento, farro, orzo, grano, Kamut, o malto. Sono da evitare anche lievito e seitan, piatti pronti che possono contenere tracce di glutine, latte e yogurt a base di cereali e malto, salse, dadi solubili, insaccati e caramelle che hanno il glutine come addensante. Tra le bevande sono vietate birra e bevande solubili che potrebbero nascondere tracce di glutine e tè aromatizzati.

Tra gli ingredienti consentiti: carni e pesci allo stato naturale, verdure, legumi, olii, latticini, frutta secca, semi oleosi, frutta, tuberi, e tra i cereali solo riso, grano saraceno, teff, miglio, amaranto, quinoa e mais (e tutti i derivati di queste farine). 

Nel dubbio se non sei sicuro di poter consumare un alimento, puoi consultare il sito della AIC (Associazione Italiana Celiachia) e rivolgerti all’ausilio di uno specialista. 

ATTENZIONE A NON CONFONDERE CELIACHIA E GLUTEN E SENSITIVITY

Chi soffre di Sensibilità al glutine viene definito “né celiaci né allergici al frumento”. La Gluten Sensitivity è quindi quella condizione in cui in seguito all’ingestione di glutine siamo in presenza di sintomi in buona parte sovrapponibili a quelli della celiachia e della sindrome da colon irritabile (gonfiore, sonnolenza, diarrea, stipsi, dolori addominali, cefalea, depressione, ecc), ma non c’è atrofia dei villi intestinali né risposta autoimmune dell’organismo.

Si è scoperto che mentre per la celiachia siamo di fronte ad un’alterazione sia dell’immunità innata (quella che abbiamo tutti dalla nascita) che dell’immunità adattativa (la risposta dell’organismo ad un agente percepito come esterno e pericoloso), chi soffre di Gluten Sensitivity ha un difetto dell’immunità innata, reagisce quindi in poche ore al glutine, percepito come proteina nemica.

Nella celiachia il danno e la conseguente reazione del corpo possono invece avvenire dopo mesi, in molti casi dopo anni.

La percentuale di persone affette da questa condizione pare molto superiore a quella dei celiaci. 

Il trattamento implica sempre una restrizione di glutine nella dieta, più o meno severa in base ai sintomi, nonché un trattamento con appositi ingredienti/integratori (ad esempio Malva, prebiotici e probiotici) che consentano di ripristinare la salute e la solidità della parete intestinale: infatti spesso una aumentata permeabilità intestinale causata da un suo danno può essere una concausa nella manifestazione della sensibilità al glutine. 

CONCLUSIONI

Come vedi le varie forme di intolleranza al glutine possono avere conseguenze pesanti sulla persona, qualora avessi dubbi meglio effettuare una verifica approfondita con un dottore o il biologo nutrizionista, evita le diete fai da te, se non si hanno patologie, escludere il glutine a priori non è la soluzione migliore. Se sei realmente intollerante presta bene attenzione alla dieta, ci sono prodotti alimentari insospettabili che possono contenere il glutine per questo è doverosa la supervisione di un professionista che possa fa fronte a tutte le possibili variabili